Giulio Valerio Mancini. Un architetto, uno scultore, tre paesaggi

dal 31.05.2019 al 10.07.2019

Substratum Studio

  • Autore/Autrice: Giulio Valerio Mancini
  • Data Inizio: 31.05.2019
  • Data Fine: 10.07.2019
  • Dove: Substratum Studio
  • Indirizzo: Via in Selci, 84 b
  • Orari: lunedì - venerdi 10.00-13.30 e 14.30-19.00
  • Ingresso: libero
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

     

     

     

    Lo studio di architettura SUBSTRATUM apre le porte del suo studio alla mostra fotografica "Un architetto, uno scultore, tre paesaggi", dell'architetto e fotografo Giulio Valerio Mancini.

    L'inaugurazione si terrà venerdì 31 maggio in via in Selci 84b, dalle ore 18:30.

    La mostra rimarrà esposta per un mese e sarà visitabile negli orari di apertura dello studio: lunedì - venerdi | 10-13:30 | 14:30-19

    Giulio Valerio Mancini si laurea in architettura alla Sapienza di Roma con una tesi in composizione architettonica. Sempre affascinato dalla rappresentazione, coltiva parallelamente l'interesse per la fotografia. Si perfeziona con il fotografo Luca Capuano a Bologna. Affianca all'architettura progetti di ricerca personale.

    Il lavoro della palazzina del Girasole é un lavoro d'accento che racconta la linea in architettura. Giulio, inquadrando, sceglie di tagliare alcuni elementi architettonici come finestre e scale. L'ombra riempie i buchi neri di un materiale poroso e ruvido come il travertino e si poggia sulle fughe orizzontali e sui tagli diagonali delle lastre disegnate dal grande Moretti. La luce, con il suo spessore, scolpisce la plastcitá della materiaed esalta le irregolaritá di una pietra “maleducata” che é divenuta Roma da piú di un secolo. Le fotografie su Carlo Zauli sono un raccontointimo di un luogo di lavoro e di un lavorar di mano. L'ambiente non é ricostruito o abbellito in maniera decorativa. Di questo vissuto nulla si perde, nessun oggetto viene spostato. La luce naturale si poggia morbidamente sugli attrezzi che trova. Non viene aggiunta luce artificiale ad appiattire, anzi sono lasciate delle piccole ombre degli oggetti e , nel finale, una larga penombra.I paesaggi di Giulio sono fatti di sole linee e apertura di campo. Sembra ci sia in ognuno un invito ad un andare: le linee prospettiche disegnate dai tronchi innevati, la piega del fiume, l’increspatura curva dell’onda del mare portano ad un altrove che si può solo immaginare al di fuori dei bordi bianchi. Uno sguardo asciutto e lirico, il suo.

    Substratum