dal 28.02.2020 al 14.03.2020
Muef Artgallery
Una storia di piacere, dolore, seta e canapa consumata nell’arco di una notte.
Ventiquattro immagini in dodici ore d’imprevisto creativo, deriva erotica, ebrezza sadomasochistica. Il passaggio netto, pubblico-privato, taglia in due la mostra: da rituale decadente di gruppo a voyeurismo intimamente fotografico. Il corpo viene concepito come tela bianca su cui comporre, seguendo regole precise, il dipinto di corda e pelle.
La mostra richiama una tradizione centenaria in equilibrio tra l’arte marziale dell’hojojutsu e la “pittura della primavera” (in giapponese shunga), ispirata al più celebre stile del “mondo fluttuante” ukiyo-e. L’obiettivo è la rappresentazione di un eros figlio d’una cultura altra, che non autorizza però alcuna mercificazione. Un “gioco” tra adulti consenzienti al servizio di coetanei equamente divisi in dominatori e dominati. In una notte rossa attraversata a perdifiato, tra gemiti, sospiri, lividi e carezze.