Alessandro Papadakis

dal 25.03.2023 al 02.06.2023

Raw Messina

  • Autore/Autrice: Alessandro Papadakis
  • Data Inizio: 25.03.2023
  • Data Fine: 02.06.2023
  • Dove: Raw Messina
  • Indirizzo: Via Mantegazza, 16a
  • Orari: martedì - sabato 10-13 / 16-19 (scrivere o telefonare per avere conferma dell'effettiva apertura)
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 334 714 1105
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    Siamo lieti di presentare una selezione di fotografie di Alessandro Papadakis (b.1982). La mostra apre sabato 25 Marzo 2023, presso la nostra galleria a Via Mantegazza 16°, nel quartiere Monteverde Nuovo, a Roma. 

    Alessandro è uno street photographer con il cuore al posto giusto che usa prevalentemente il telefono come strumento di ricerca ma che preferisce alla pratica predatoria anonima del mordi e fuggi, un tentativo empatico di approccio alla realtà circostante.  

    Nella pratica della street photography non c’è, contrariamente a quanto si pensa di solito, una prassi comune. Nei decenni la sintassi si è evoluta ed involuta, contraddicendosi molte volte. Il punto fermo è la strada come teatro di commedia umana, ma per il resto diversi autori l’hanno abitata, evasa, indagata, pedinata, scarpinata sino a consumare le suole a modo loro, proiettandovi ciascuno la propria fame di luce, l’irresistibile attrazione per gli angoli bui, il proprio estro, una visione, il desiderio e quel che fa paura. 

    Nel nostro passato, sempre degno di rimpianto, nella nostra età dell’oro le cose erano diverse. Eravamo re. Scomodiamo nomi importanti: il tentativo caotico ma profondamente umanistico di Winogrand, la ricerca di autoironia nell’ autorialità pragmatica di Friedlander, l’approccio entomologico e rivelatorio di Diane Arbus. Tutta questa poesia prevedeva un uomo (o una donna ) coi suoi demoni, un apparecchio fotografico, e la strada. C’era intenzionalità e premeditazione. 

    Oggi, come previsto dagli intellettuali di un secolo fa, siamo sempre di più soltanto strumenti nelle mani di altri strumenti da cui non ci possiamo più affrancare. Ecco perché gli street photographers che mi sorprendono di più sono quelli che usano il telefono come strumento di elezione. Sono quelli che non resistono perché resistere è futile, semmai si tuffano di testa, guardando in faccia il mostro, cercando vie d’uscita e promessa di salvezza laddove in fondo sanno che non ce ne possono essere. 

    Nel raccogliere le immagini, in una pratica che deve così tanto alla realtà che ci circonda, il momento selettivo la fa da padrone. Qui, in questa serie, l’intento non è mai predatorio (una tentazione a cui gli street photographers raramente sanno resistere, grazie a Dio), e Alessandro sembra voler provocare un incontro; si avvicina nel tentativo di stabilire una relazione basata su un sentire comune: le asperità della vita quotidiana, la condizione esistenziale che ne deriva, la solitudine, la nostalgia: nella grande città come nelle spiagge affollate di corpi.

    Negli anni mi sono convinto che alla fine ognuno non è che la propria arte, ed è per questo che questa mostra qui non ha un titolo. Perché questo è un inizio, Ale. Sono una manciata di immagini perché gli spazi bianchi aspettano di essere riempiti, e se così dovesse essere lo dirà il tempo ed altre spiagge, altre stagioni, altre strade. Che le tue siano scoscese e tortuose e faticose ma alla fine degne di essere percorse sino in fondo.

    Gabriele Stabile, 

    factotum, RawMessina