Danilo Mauro Malatesta. Rumore bianco. Viaggio attraverso un'opera di Gian Lorenzo Bernini

dal 19.05.2023 al 25.07.2023 

Chiesa Rettoria di Sant'Andrea al Celio

  • Autore/Autrice: Danilo Mauro Malatesta
  • Curatore/Curatrice: Beatrice Lovatelli
  • Data Inizio: 19.05.2023
  • Data Fine: 25.07.2023
  • Dove: Chiesa Rettoria di Sant’Andrea al Celio - Oratorio di Santa Silvia
  • Indirizzo: Piazza di San Gregorio 2
  • Orari: su appuntamento
  • Ingresso: libero
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    Proseguendo un percorso iniziato con la mostra al Museo della Sacra Sindone nella Chiesa del Santo Sudario a Torino, “Rumore bianco” è la quarta mostra personale di Danilo Mauro Malatesta a Sant’Andrea al Celio a Roma. Dopo “Ombre di luce”, “Upside Down” e “Silentium: oltre il Vangelo secondo Matteo”, Malatesta svela ora il lavoro che lo ha impegnato negli ultimi sei mesi. 

    Dopo una serie straordinaria di immagini che – a partire dal 2016 - hanno indagato con profondo rispetto e potenza artistica ineguagliabile il Sacro (la Sindone di vetro, le Schegge Mistiche, De secunda Pietate e il Triclinium Pauperum) e dopo aver indagato il rapporto tra il Sacro, la Storia e il Mito nelle due mostre a Roma e Matera nel centenario della nascita di Pasolini (che nell’oratorio di Santa Silvia nel 1973 girò una scena del film di Sergio Citti “Storie scellerate” di cui era sceneggiatore), Malatesta prosegue la sua ricerca. 

    Il Sacro appunto, la Storia (Danilo, per anni reporter di guerra, ha realizzato tre grandi cicli di fotografie in Africa) ed infine il Mito. Il Mito come metafora della vita, come percorso di conoscenza e di elaborazione del male, per giungere ad un senso, forse al senso.
    L’occasione arriva grazie all’amico Mauro Coen, fotografo della Galleria Borghese, e alla Direttrice del Museo Francesca Cappelletti che consentono a Malatesta di fotografare il Ratto di Proserpina da vicino con una camera da 100 megapixel. 

    Poi inizia il lungo e complicato lavoro in camera oscura: riportare quelle immagini acquisite con tecnologia d’avanguardia sul supporto che Malatesta ha scelto per la sua arte: il vetro. Un mondo di luce e di fratture, un mondo antico ed evocativo. Gli scatti diventano dettagli ingranditi sino ad entrarci dentro, sino a diventare racconti dei gesti che Bernini congelò nel marmo quasi a bloccare la violenza che si stava compiendo. Danilo li amplifica sino a farceli rivivere e ne racconta il dolore e le lacrime. Libera quel grido soffocato per secoli nel rumore bianco del marmo e poi va oltre: lo sublima e lo rende viatico 

    Dopo le otto immagini in bianco e nero che scavano il mito entrando nell’umana dimensione della brutalità della violenza, Malatesta realizza tre stampe su tela fine art e le colora. Rosso, celeste, giallo e bianco e nero per il Purgatorio, il rosso per le mani di Plutone che ghermiscono la fanciulla e la trascinano all’Inferno ed infine celeste e arancio per il Paradiso: Proserpina che ogni anno torna tra i vivi, la rinascita, la primavera, la violenza cieca che viene superata dalla forza della vita. 

    Violenza che è sempre discesa all’inferno, ma che non vince perché la luce, quella stessa che attraversa i vetri di Malatesta, quella che illumina le lacrime di Proserpina e che esplode dalle fratture delle lastre spaccate, vince sull’oscurità. 

    Oratorio, luogo d’arte e di storia facente parte del Capitolo di Santa Maria Maggiore. La chiesa e i due annessi oratori custodiscono affreschi di Guido Reni, Domenichino, Pomarancio e Viviani e una scultura iniziata da Michelangelo e terminata da Nicolas Cordier. Qui passarono Papa Wojtila e Madre Teresa di Calcutta, qui da sempre arte e fede accompagnano il visitatore nel suo cammino. Qui le fotografie di Danilo Mauro Malatesta vi accompagneranno nella sua personale ricerca dentro l’immagine e dentro il mito.