Codice Visivo

dal 18.10.2025 al 25.10.2025

Sotto Sopra Art Studio

  • Autore/Autrice: Alessandro Comandini, Andrea Bernabini, Diego Salvador, Paola Musumeci
  • Curatore/Curatrice: Arti Visive Fag
  • Data Inizio: 18.10.2025
  • Data Fine: 25.10.2025
  • Dove: Sotto Sopra Art Studio
  • Indirizzo: Via Ardea, 10
  • Ingresso: libero
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    Codice Visivo è una mostra che esplora la fotografia come linguaggio plurale, come alfabeto emotivo,  narrativo e formale. Quattro autori, quattro codici visivi distinti ma riuniti in un unico spazio per stimolare uno sguardo molteplice sul nostro tempo.
    L’obiettivo non è l’unità tematica, ma la tensione tra le singolarità. Ogni progetto presentato         diventa una voce autonoma in un coro dissonante ma coerente, in cui l’immagine fotografica si rivela nella sua funzione più profonda: tradurre, decodificare, costruire e reinterpretare la realtà.
    L’esposizione si distingue per l’apertura metodologica e per l’inclusione di strumenti contemporanei, tra cui anche l’impiego dell’intelligenza artificiale come mezzo di elaborazione e generazione dell’immagine, a testimonianza dell’evoluzione continua del linguaggio fotografico e dei suoi territori liminali.
    La fotografia qui non è intesa solo come tecnica, ma come dispositivo di pensiero, come forma di scrittura del mondo e del sé.
    In un presente dominato da flussi continui di immagini volatili, Codice Visivo si distingue per la volontà di ristabilire uno spazio di attenzione e densità, un tempo rallentato in cui l’immagine fotografica torna ad essere campo di riflessione, ricerca e resistenza.

    La fotografia sperimentale è un territorio in continua trasformazione, dove l’immagine smette di essere semplice registrazione del reale per diventare un campo di possibilità concettuali e materiche. Fin dagli albori del Novecento, figure come Man Ray, Laszlo Moholy-Nagy e Florence Henri hanno sfidato l’idea di fedeltà ottica, aprendo il medium a fotogrammi senza macchina fotografica, solarizzazioni, montaggi e interventi diretti sulla superficie sensibile. In questo contesto “sperimentare” significava rompere con l’estetica documentaria e cercare nuove grammatiche visive, spesso in dialogo con pittura, grafica e scultura. Oggi nell’era digitale e post-fotografica, la sperimentazione assume forme ancora più ibride: si intreccia  anche con l’arte generativa, la realtà aumentata, la stampa 3d e la performance, creando opere che vivono in spazi fisici, virtuali o simultaneamente entrambi.

    La fotografia diventa così un medium espanso capace di inglobare movimento, suono, materia e interazione, dissolvendo i confini tra i linguaggi artistici.
    Questa libertà concettuale e formale mantiene però una tensione costante tra innovazione e memoria: la tecnologia apre orizzonti inedi, ma la dimensione analogica, con i suoi tempi, imperfezioni e lunghi processi continua ad offrire un terreno fertile per indagare la natura stessa dell’immagine. In questa dialettica tra vecchio e nuovo, la fotografia sperimentale non è un genere ma un’attitudine: la volontà di guardare oltre, manipolare, contaminare e reinventare il visibile.