Ketty Domesi. Punti di svolta

dal 10.10.2025 al 30.10.2025

Galleria Gallerati

  • Autore/Autrice: Ketty Domesi
  • Curatore/Curatrice: Stefano Corso
  • Data Inizio: 10.10.2025
  • Data Fine: 30.10.2025
  • Dove: Galleria Gallerati
  • Indirizzo: Via Apuania, 55
  • Orari: lunedì - venerdì 17.00-19.00
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 0644258243
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Servizi: workshop
  • Descrizione Evento:

     

    Carlo Gallerati è lieto di presentare Punti di svolta, una mostra personale di Ketty Domesi a cura di Stefano Corso. L’evento si inserisce, da lunedì 20 a sabato 25 ottobre, nel programma della decima edizione di RAW (Rome Art Week).

     

    “Nell’esperienza del limite, l’uomo incontra se stesso.” (Karl Jaspers)“ Un avvenimento che ha cambiato la tua vita?”. Da questa semplice domanda, posta dalla fotografa Ketty Domesi a persone di città e età diverse, nasce una mostra che vuole sintetizzare i momenti fondamentali della nostra esistenza: i Punti di svolta, ossia quei momenti decisivi che investono l’identità, il senso della vita, i valori e la visione del mondo, facendo dire alla persona: “Da questo punto in poi, non sarò la stessa”. Come la fotografia ferma un istante tra infiniti istanti dello scorrere delle nostre vite, così una domanda cerca di catturare il momento in cui si verifica un mutamento profondo. Ogni scelta o accadimento apre un flusso di eventi futuri spesso insondabili, ma quando un evento resta impresso nella memoria come genitore di un cambiamento esistenziale, esso va conservato e osservato, proprio come si osserva una fotografia. Ketty Domesi ha voluto catturare le memorie di vita di persone a lei vicine, offrendo un’occasione di riflessione sul passato e su come esso possa aver condizionato il nostro presente. La mostra si sviluppa attraverso tre filoni di ricerca artistica, apparentemente differenti ma profondamente connessi concettualmente. Le frasi raccolte, perno essenziale dell’allestimento, ci avvicinano ai momenti cruciali di vite altrui, in cui elementi positivi e negativi si intrecciano per definire i punti fondamentali dell’esistenza. Le Polaroid, decostruite e rese astratte da trattamenti sperimentali caratteristici della fotografa, sintetizzano il fluire di vite e di eventi che si sovrappongono e assumono forme libere all’interpretazione dello spettatore. Tra queste spicca l’autoritratto della stessa Domesi, presente in mostra non solo come autrice, ma anche come testimone viva di vita vissuta. Vicino alle frasi, stampate su carta termica deteriorabile come allegoria dell’esistenza, sono esposti momenti di vita di strada colti dalla fotografa, a sottolineare la preziosità e la caducità delle esperienze. Questa mostra offre ai visitatori un’occasione di riflessione, invitandoli a vivere un’esperienza che, attraverso un processo di interiorizzazione tipico dell’Erinnerung hegeliano, trasforma anche i propri ricordi o impressioni vissute in consapevolezza riflessiva, rendendoli parte integrante della propria coscienza. (Stefano Corso)

     

    Ketty Domesi (Ancona, 1971), fotografa da sempre appassionata alla tecnica analogica e alla Polaroid, esplora la fusione tra realtà e fantasia attraverso le sue immagini. Autrice del libro Paralleli e del portfolio Alice in (my) Wonderland, esposto a Parigi nel 2019, sperimenta continuamente nuove forme espressive. Nel 2023 tiene la sua prima mostra personale al Museo Ghergo di Montefano (MC) con Szczygliński Park (a cura di Carlo Gallerati). Nel 2024 si dedica alla fotografia documentaria con Linea RE1, progetto pubblicato nel libro La serena inquietudine del territorio, 3. Nel febbraio 2025 torna al Museo Ghergo con Ferite indelebili (parte del progetto Ferite e Memorie a cura di Vincenzo Izzo), una documentazione fotografica di sensazioni acquisite negli anni con lo studio e l'approfondimento sulla tragedia del Vajont. È inoltre imminente, dal 31 ottobre 2025, l’esposizione di un nuovo allestimento della serie Ferite indelebili presso la Loggia di San Sebastiano di Ovada (AL).