Pensare Pasolini Plurale

dal 15.10.2025 al 02.11.2025

Teatro Portaportese

  • Autore/Autrice: AAVV
  • Data Inizio: 15.10.2025
  • Data Fine: 02.11,2025
  • Dove: Teatro Portaportese
  • Indirizzo: Via Portuense, 102
  • Orari: tutti i giorni 10-20
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 3917951002, 351 34 93 695
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    Sedici fotografe e fotografi danno forma a una mostra che non nasce da un sistema espositivo patinato o da un allestimento sostenuto da grandi mezzi, ma da un percorso condiviso e in trasformazione. Pensare Pasolini Plurale è il primo approdo pubblico del laboratorio Mediterrànies – Fotografie, città, visioni pasoliniane, attivo negli spazi del Teatro Porta Portese e parte delle attività di Pasolini Art Visual Territorio, in programma fino al 2 novembre.

    Non si tratta di una galleria museale né di una produzione costruita sullo spettacolo dell'immagine: qui le fotografie diventano pretesto di relazione, scambio e confronto tra persone con percorsi differenti, non necessariamente professionisti del settore. La mostra nasce in uno spazio indipendente, con risorse contenute e una struttura volutamente flessibile, guidata da tre artisti – Erica Appiani, Emiliano Bartolucci e Bhagya Weerasinghe – che hanno accompagnato il lavoro dei partecipanti senza imporre una forma, ma lasciando emergere interpretazioni autonome e un linguaggio collettivo in divenire.

    Il gruppo è composto da:
    Viola Antonelli, Mario Belfiore, Tommaso Crescenzi, Edoardo Felici, Martijn Jebbink, Beatrice Licata, Francesca Romana Liserre, Matteo Nori, Robin Oomkes, Alessandra Scafuri, Andrea Scaramuzza, Carmen Vaquer, Fabio Zambardi.
    All'interno della mostra sono presenti anche le opere di Emiliano e Maurizio Bartolucci e di Gigi Viglione, per un totale di sedici espositori.

    Le opere non guardano a Pasolini come figura da commemorare, ma come interferenza attiva: una presenza che genera attrito, domande, visioni divergenti. Il bianco e nero è il terreno comune, ma gli sguardi si moltiplicano: c'è chi attraversa i luoghi che lo hanno segnato, chi interroga i corpi esclusi, chi immagina una sua sopravvivenza in scenari futuri, digitali o urbani, lontani dal mito e dalle icone.

    Alcune immagini affondano nel nero, come catacombe visive. Scure, tattili, stratificate, obbligano a uno sguardo lento, denso, come un deposito di memoria che riaffiora solo in parte. In altre emerge la tensione tra eredità e frattura: Pasolini come corpo vivo nel presente, non come figura intoccabile o iconografica.

    Il progetto non cerca la spettacolarizzazione fotografica, ma un campo di dialogo, dove pluralità e immaginazione spingono oltre la citazione. Qui il passato non è ricordo, ma materiale da rilavorare: Pasolini attraversa periferie al led, simboli mutati, corpi elettrici e territori liquidi. Le immagini sono frammenti di un discorso aperto, che riconosce la sua eredità come qualcosa di instabile, irrisolto, fertile.

    Pensare Pasolini Plurale è il primo passo verso un collettivo permanente che proseguirà le attività nei prossimi due anni al Teatro Porta Portese, integrando esposizioni, incontri e nuovi percorsi laboratorali.