Futura Tittaferrante e Ozge Sahin. Cerco la strada

dal 18.01.2021 al 03.02.2021

Assemblea Testaccio

  • Autore/Autrice: Futura Tittaferrante, Ozge Sahin
  • Data Inizio: 18.01.2021
  • Data Fine: 03.02.2021
  • Dove: Assemblea Testaccio
  • Indirizzo: Via Alessandro Volta, 22
  • Orari: martedì - sabato 11,30-13,30 / 15,30-20,00
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 06 574 7696
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    Cerco la strada nasce dall'incontro di Futura Tittaferrante ed Ozge Sahin, vicine in una riflessione comune che cuce gli insegnamenti e le suggestioni simboliche che rappresenta la montagna nel percorso di Futura con l'esperienza e la ricerca di Ozge sulla fantasia del tornare a casa.

    Le fotografie di Futura e il filo di Ozge cercano la strada verso casa come una rappresentazione del ritorno a sé. Ogni fotografia racconta parte di un viaggio lungo, un viaggio che dura un'intera vita, senza fine e confine, una ricerca delle donne e più in generale dell'essere umano. Il filo cerca di manifestare il senso intimo delle cose invisibili ma che puoi vedere. 

    Il loro pensiero trae ispirazione dalle descrizioni della cantadora Clarissa Pinkola Estés attorno alla donna-fera che, crescendo, cerca la strada di casa. I bambini sono la natura selvaggia, e senza che nessuno glielo dica si preparano all'arrivo di questi tempi e li accolgono, vivono con loro e di quei tempi conservano recuerdos. C'è un tempo umano e un tempo selvaggio. Da piccole, prima di apprender che quattro sono le stagioni credevamo fossero decine. Il tempo del temporale, dei fulmini, dei falò, degli alberi ghiacciati, degli alberi ricurvi, con le cime ondeggianti, pronti a lasciar cadere i loro frutti, della neve diamantina e poi sporca e indurita. Anche la nostra pelle aveva i suoi cicli, la pelle inaridita, umida di sudore, ruvida, bruciata dal sole, morbida. Un tempo vivevamo con questi cicli e queste stagioni anno dopo anno, e loro vivevano in noi.


     Fera, o fiera, dal latino fera, femminile dell'aggettivo ferus, che significa selvaggio, selvatico, feroce. Una creatura-fera è quella che un tempo era selvaggia, poi è stata addomesticata. Quando le si presenta un'occasione per tornare alla sua natura selvaggia originaria, con facilità inciampa. Siccome i suoi cicli e sistemi protettivi sono stati alterati, è a rischio in quello che un tempo era il suo stato naturale e selvaggio. Non più vigile e prudente, diventa una facile preda.

    E in questi luoghi descrittivi che si sono raccontate, vedendo assieme un racconto che corre lungo una linea immaginaria che univa tutti i punti